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Acqua Cotta (4)

Ingredienti per 4 persona/e:
Poco Olio D'oliva
3 Cipolle Grandi
6 Gambi Sedano
Alcune Foglie Sedano
750 G Pomodori
Sale
Pepe
8 Fette Pane Raffermo
4 Uova
Abbondante Formaggio Parmigiano Grattugiato (o Formaggio Pecorino Grattugiato)

PREPARAZIONE
"Si racconta che questa zuppa risalga ai tempi in cui i carbonari lavoravano durante l'inverno in Maremma. Erano così poveri che vivevano in capanne di sterpi, costruite intorno ai loro fuochi sempre accesi e su cui non mancava mai una pentola di acqua bollente. Ogni pezzo di cibo scroccato od ottenuto in cambio di carbone veniva messo nel calderone solitamente si trattava di aglio, pane vecchio e cipolle, ma, se le cose andavano bene, anche di pomodori, sedano e 1 o 2 uova. Da quest'umile origine ha preso forma l'attuale e più sofisticata versione dell'acquacotta, che però non ha perso la sua originaria semplicità. Questa zuppa prevede un numero di varianti pressoché infinito, una delle più saporite aggiunge funghi secchi e salsiccia piccante arrostita, ma qualunque sia la variante prescelta il modo migliore per gustare questa zuppa è essere molto stanchi e avere molta fame. Cuocete a fuoco basso, in poco olio, 3 grosse cipolle finemente tritate con 6 gambi di sedano con le foglie a dadini e fate imbiondire. Unite 750 g di pomodori, pelati e privati dei semi, sale e pepe e lasciate cuocere per 20 minuti. Versate quindi il tutto in una pentola d'acqua bollente salata (1 litro) e fate bollire. Nel frattempo tostate, o friggete, 8 fette di pane raffermo e ponetele nel fondo di un recipiente di coccio. Quando la zuppa ha assunto un buon sapore (dopo circa 30 minuti) versatela sopra il pane, riponetela sul fuoco (basso) e rompetevi 4 uova, badando che i tuorli non si rompano e rimangano separati. Non appena le uova si sono leggermente rapprese, cospargete il tutto di abbondante parmigiano o pecorino grattugiato e servite immediatamente."

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    Dolci Di Mirandola
    Dosi per 4 persone:
    Per La Pasta:
    500 G Farina
    100 G Zucchero
    100 G Burro
    2 Uova
    1/2 Limone (scorza)
    1 Bicchierino Sassolino
    1/2 Bustina Lievito Chimico
    Sale
    Per Il Ripieno:
    1500 G Mosto D’uva
    50 G Gherigli Di Noci
    200 G Mele Renette
    200 G Pere
    200 G Zucca Gialla
    1 Scorza D’arancia (o Scorza Di Limone)

    Preparazione
    Disporre la farina a fontana, ponendo al centro il burro già morbido e gli altri ingredienti. Impastare bene e far riposare un paio d’ore al fresco, ma non in frigorifero. Successivamente, stendere la pasta in una sfoglia di circa mezzo centimetro di spessore, con la quale verranno ricavati i tortelli con il seguente ripieno (savor). Far cuocere il mosto a fuoco lento per ottenere g 500 di mosto cotto, ossia il mosto ridotto a un terzo circa del volume iniziale. Sbucciare le mele renette e le pere. Aggiungere la zucca gialla e una scorza d’arancia o limone. Fare cuocere molto lentamente tutti gli ingredienti fino a ottenere una marmellata densa, tale che, strisciando un cucchiaio sulla superficie, si formi un lieve solco (sulcadèin). Lasciare raffreddare. A questo punto è possibile utilizzare il savor tale quale oppure impiegarlo come base per una delle infinite varianti. La più classica è quella che prevede l’aggiunta delle castagne secche bollite e passate con il passaverdure oppure dei gherigli di noci. Altre prevedono l’impiego di ingredienti aromatici quali chicchi di caffè, o piccanti, come la mostarda di Cremona o di Mantova. Anche per la pasta le ricette sono infinite, comprendendo grassi diversi quali strutto o addirittura lardo e proporzioni variabili fra gli altri ingredienti. Molte massaie (o rezdore che dir si voglia) variano la ricetta a seconda degli ingredienti a disposizione al momento. Confezionati i tortelli, due sono le scelte per la cottura: friggerli in abbondante strutto (olio, se si preferisce, ma la tradizione emiliana comanda lo strutto) e spolverizzarli di zucchero. Oppure, pennellarli con rosso d’uovo e cuocerli, quindi, al forno. Sono un dolce del territorio, tipico del periodo natalizio.

    Con Affetto
    LUISA

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